Deduco l’assegno di mantenimento: cosa dice la legge?
L’assegno di mantenimento è una misura economica destinata a garantire il supporto finanziario a un coniuge o a figli a seguito di una separazione o divorzio. Una delle domande più frequenti riguarda la deducibilità fiscale di questo importo. La legge sull’assegno di mantenimento stabilisce che gli importi corrisposti a titolo di mantenimento possono essere dedotti dal reddito del soggetto che li versa, a condizione che le somme siano espressamente indicate nel provvedimento di separazione o divorzio.
Questo significa che chi paga l’assegno ha la possibilità di ridurre il proprio carico fiscale, ottenendo un risparmio tasse che può rivelarsi significativo. Tuttavia, è importante sottolineare che la deducibilità riguarda esclusivamente gli assegni di mantenimento e non altri tipi di pagamenti.
Chi può beneficiare della deducibilità?
In linea generale, può beneficiare della deducibilità fiscale chi ha versato un assegno di mantenimento in favore di coniuge o figli a seguito di una separazione legale o di un divorzio. Tuttavia, ci sono alcune condizioni che devono essere rispettate:
- Devono esserci provvedimenti legali che attestino l’obbligo al pagamento del mantenimento.
- Le somme pagate devono essere effettive e documentate.
- Il ricevente deve essere un soggetto residente in Italia, a meno che non si appliche un trattato internazionale che preveda diversamente.
Inoltre, è importante sapere che il destinatario dell’assegno non potrà dedurre a sua volta le somme ricevute, poiché esse sono considerate come reddito ai fini fiscali.
Calcolo del risparmio fiscale
Il calcolo del risparmio tasse derivante dalla deducibilità fiscale dell’assegno di mantenimento può variare in base alla situazione personale di ciascun contribuente. Fondamentalmente, il risparmio si ottiene applicando l’aliquota fiscale marginale sul totale degli importi deducibili. Ad esempio, se un coniuge versa un assegno di 1.000 euro al mese, il totale annuale sarà di 12.000 euro.
Se l’aliquota marginale del soggetto è del 27%, il risparmio fiscale sarà pari a:
12.000 euro x 27% = 3.240 euro
Questo significa che il soggetto che versa l’assegno di mantenimento potrebbe vedere ridotto il suo carico fiscale annuale di oltre 3.000 euro, il che rappresenta un sostanzioso vantaggio economico.
Documentazione necessaria per la deduzione
Per poter beneficiare della deducibilità fiscale dell’assegno di mantenimento, è fondamentale disporre della documentazione per la deduzione adeguata. Gli enti fiscali potrebbero richiedere prove chiare sul versamento degli assegni. Tra i documenti più importanti vi sono:
- Il provvedimento di separazione o divorzio, dove sono specificati gli importi da versare.
- Le ricevute dei pagamenti effettuati, che dimostrano la regolarità e l’entità degli stessi.
- Eventuale certificazione del ricevente dell’assegno che attesti la ricezione dell’importo.
È, quindi, consigliabile conservare una copia di tutta la documentazione relativa, per facilitare eventuali controlli o verifiche fiscali.
Considerazioni finali sulla deducibilità
In conclusione, il assegno di mantenimento può offrire importanti vantaggi fiscali ai soggetti che si trovano nella condizione di doverlo versare, come previsto dalla legge sull’assegno di mantenimento. La possibilità di dedurre tali importi può significare un risparmio significativo sulle imposte, rendendo meno gravoso il trasferimento economico che si deve affrontare dopo una separazione o un divorzio.
È essenziale, tuttavia, assicurarsi di essere completamente in regola con la documentazione necessaria e con le condizioni previste dalla normativa vigente, per poter usufruire di questi vantaggi senza incorrere in sanzioni o problematiche fiscali.




